Inviato: Lun, 10 Nov 2008 3:26 pm Oggetto: Origini celtiche del nome Mediolanum?
Ave!
Proprio in questi giorni è apparsa su diversi giornali di una certa parte politica (ma nono solo) una vecchia diatriba sulle origini "celtiche" dell'antico nome della città di Milano, in onore del 2590^ anno dalla sua fondazione.
Secondo alcuni "esperti", "Mediolanum" sarebbe solo una latinizzazione del celtico "Medhelanon" = "luogo di perfezione".
Un amico filologo, che per il momento preferisce rimanere anonimo in "Contubernium" ma che (spero presto) si svelerà, ha fornito invece la sua versione (che è poi quella "classica").
Sperando di fare cosa gradita ai più, riferisco pari pari il suo dottissimo (anche se a volte un po' troppo "tecnico") intervento.
La forma originaria del nome, inequivocabilmente attestata da Polibio e confermata dalle iscrizioni celtiche di Milano, è Mediolânon (localmente Medjolânon), con accento sulla prima /o/. *Medios significa "medio" (dall'indoeuropeo *medhyos) e *lânon può significare "pieno" (dall'indoeuropeo *plohno-s "riempito") oppure forse "piano" (dall'indoeuropeo *plhno-m "spianato"). Si parafrasa dal secondo elemento: "pieno nel mezzo" o "piano nel mezzo". Il "pieno" (=
terrapieno) o "piano" è il rialzo di 2 m sul livello del terreno
circostante, dall'attuale Castello all'attuale Duomo; quando la zona era
ancora impaludata si trattava di una penisoletta asciutta. Ci sono altre 57
località con tale nome nell'Europa antica.
Quando un territorio era chiamato "Mediolânon" si trattava del centro della *toutâ o comunità politica, corrispondente dal punto di vista territoriale alla Cîuitâs repubblicana, al Mûnicipium imperiale, alla Diocesi cristiana, al Contado medioevale e alla Provincia attuale.
Ci sono altre proposte etimologiche: una latina (*mediol-ânum "relativo
al piccolo *mediolus o canale tra due fiumi) che non spiega le località
fuori dall'Impero; due germaniche (*Medilandan "terra di mezzo" e
*Maialandan "terra di maggio") e una neoceltica (me-vlann "lana di mezzo") che non spiegano le forme antiche; una etrusca (*mete-lane) che non giustifica la quantità lunga di /a/ _________________ Gaudeamus igitur
Juvenes dum sumus.
Post jucundam juventutem
Post molestam senectutem
Nos habebit humus.
Ultima modifica di maximusmarius il Lun, 10 Nov 2008 7:25 pm, modificato 1 volta in totale
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Inviato: Lun, 10 Nov 2008 4:23 pm Oggetto:
Molto interessante Maxime, quindi il tuo (dottissimo) amico conferma che l'origine etimologica è comunque celtica (il che non toglierebbe nulla alla romanità milanese)? _________________ Qui sis, non unde natus sis reputa (Livio, I, 41)
Ultima modifica di Flaminius il Mar, 11 Nov 2008 11:30 am, modificato 1 volta in totale
Ave. Avevo sempre saputo che Mediolanum era il nome latino ma sul significato ignoravo le origini. In realta' ebbi a leggere che letteralmente mediolanum significava posto nel mezzo. Ma in mezzo a cosa ? Chi mi aveva detto nel mezzo della pianura padana mentre un' altra persona mi diceva nel mezzo di 2 fiumi (olona e lambro ). La verita' pare diversa.... ovvero che l'origine e' un'altra e fidandomi dell'oscuro filologo amico di Maximus dovrei ormai pensare ad altri contesti!! Vale _________________ Nihil est magnum somnianti
Ad majora
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Inviato: Lun, 10 Nov 2008 5:49 pm Oggetto:
In effetti i nomi di origine latino-italica di città situate tra due fiumi hanno una radice completamente diversa da Mediolanum, ossia inter amnes, da cui Interamnia e quindi Teramo, Terni, Isernia (se non erro) ma anche piccoli paesi come Intragna. _________________ Qui sis, non unde natus sis reputa (Livio, I, 41)
Molto interessante Maxime, quindi il tuo (dottissimo) amico conferma che comunque l'origine etimologica è comunque celtica (il che non toglierebbe nulla alla romanità milanese)?
Il filologo risponde:
Il caso del nome Mediolânum è esemplare per molti altri toponimi: delle diverse proposte etimologiche fatte, alcune sono dimostrabilmente errate, ma quelle che superano l'esame critico sono più di una, nel nostro caso quella celtica ("pieno di mezzo" o "piano di mezzo", quindi in realtà una e mezza) e quella latina (da *mediolus + suffisso -ânu-m). Accade così molto spesso, anche se sui dizionarî solo raramente vengono riportate tutte le proposte corrette (e in modo che siano ben distinte da quelle scorrette). Si hanno quindi più possibilità, tra le quali comunque si può istituire una gerarchia di probabilità in base al criterio di quanti postulati più o meno ad hoc siano implicati da ciascuna.
1.a. Se l'ipotesi latina presenta difficoltà fonetiche e quella di sostrato non ne presenta, prevale quest'ultima (ovviamente l'ipotesi di sostrato non ha valore se presenta anch'essa difficoltà fonetiche insuperabili).
1.b. Se le difficoltà fonetiche dell'ipotesi latina si possono risolvere con ipotesi aggiuntive coerenti, le due ipotesi (latina e di sostrato) diventano equivalenti.
2.a. Se l'ipotesi latina presenta difficoltà lessicali (lessema non attestato in latino) e quella di sostrato non ne presenta (lessema attestato in celtico), prevale quest'ultima.
2.b. Le due ipotesi - latina e di sostrato - diventano equivalenti se la difficoltà lessicale del latino può essere risolta con ipotesi aggiuntive coerenti.
2.c. Le due ipotesi sono equivalenti anche nel caso che presentino entrambe difficoltà lessicali: infatti, a parità di tutto il resto, una difficoltà lessicale in latino - lingua di amplissima attestazione - è più grave di una difficoltà lessicale in celtico - classe in gran parte estinta e, per quanto riguarda il Continente, di frammentaria attestazione - e ciò controbilancia la preferenza che altrimenti bisognerebbe accordare all'ipotesi ereditaria, cioè latina.
3. L'ultima combinazione si ha quando l'ipotesi latina presenta difficoltà fonetiche e quella di sostrato difficoltà lessicali. Se si tratta in entrambi i casi di difficoltà superabili, le due ipotesi - latina e di sostrato - si equivalgono ancora una volta (ovviamente non si equivalgono se invece una delle due difficoltà è insuperabile!): infatti una difficoltà fonetica è più grave di una difficoltà lessicale (è di gran lunga più frequente che una parola vada perduta e quindi non risulti attestata nella documentazione piuttosto che una legge fonetica subisca eccezioni non spiegabili a loro volta con una legge contestualizzata) e, anche in questo caso, ciò controbilancia la preferenza che altrimenti bisognerebbe accordare all'ipotesi ereditaria, cioè latina.
Per Mediolânum ci troviamo nella combinazione n° 2. (2.b. se si opta per "pieno di mezzo", 2.c. se si opta per "piano di mezzo"), solo che l'etimologia latina ha bisogno di postulare che i toponimi Mediolânum al di fuori dei confini dell'Impero siano stati imposti da sconfinamenti dei Romani, mentre l'etimologia celtica non deve postulare alcunché ad hoc, perché tutti i territorî in cui il nome è attestato sono dimostrabilmente celtici sulla base di indizî indipendenti.
Per quest'ultimo motivo l'etimologia celtica prevale su quella latina.
L'etimologia della scrofa semilanuta va distinta in parte linguistica e parte culturale. Su quest'ultima si può continuare a lavorare, non ci sono formalizzazioni così rigide da dover escludere alcuna ipotesi. Per la parte linguistica, invece, il criterio fonetico è dirimente: il nome della "lana" è lâna in latino, *wlânâ in celtico, ma il primo elemento *medhyo- diventa *medio- solo in celtico, mentre in latino diventa medi- (per esempio nel composto mediterraneum), quindi un composto (indoeuropeo, ossia antenato comune del celtico e del latino) *medhyo-wlh2nah2 "mezza lana" (gli indicatori numerici fanno parte dell'ortografia indoeuropea) diventerebbe *medio-wlânâ in celtico, *medi-lâna in latino, ma non *medio-lâna (né in celtico né in latino).
Approfitto per correggere un mio odioso errore di battitura: il composto germanico è *media-landan (si può scrivere anche *medja-landan), non *medi-landan! _________________ Gaudeamus igitur
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Nos habebit humus.
. In realta' ebbi a leggere che letteralmente mediolanum significava posto nel mezzo. Ma in mezzo a cosa ?
Per come la so io, è legato a una leggenda celtica
che dice che il cielo è sorretto da un albero al centro del mondo.
Da questo in qualche modo l'idea di fondare "città di mezzo".
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