Inviato: Ven, 05 Mar 2010 10:04 pm Oggetto: oro buttato
Vi volevo proporre una discussione su di una puntata di presadiretta, andata in onda su rai tre la dommenica, che aveva come titolo l'oro buttato, cioe parlava di come il nostro patrimonio artistico (al 90% riguarda quello romano) non venga sfruttato al meglio nonostante è il più importante al mondo e come in altri paesi che non lo hanno come il nostro non solo viene valorizzato e preservato, ma come possa diventare un'occasione per creare nuovi posti di lavoro e fone di ricchezza
Chiunque di voi che ha circa 1 ora e mezzo del suo tempo gli do il sito per vedere la puntata integrale e magari possiamo fare 1 commento
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0
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Inviato: Sab, 06 Mar 2010 10:49 am Oggetto:
Caro CaiusMimmus, quando l'hanno dato in tv ho visto i primi 15 minuti e poi ho cambiato canale incavolatissimo (e mi sto autocensurando). Sai qual è la cosa peggiore? Che in qualsiasi altro paese dell'occidente civilizzato, una denuncia del genere comporterebbe proteste immediate e le conseguenti dimissioni dei vertici dei beni culturali. Da noi le denunce si assopiscono nel torpore disinteressato dell'opinione pubblica. Parafrasando Orazio: Italia, molle et imbelle!
In effetti anche io quando ho visto questa puntata mi è venuto un tale volta stomaco sopratutto dovuto al fatto che molti di questi esempi negativi viene dalla mia regione, cioe la Campania, un esempio lo potete vedere se voi entrate nel sito che vi ho indicato in precedenza e vi mettete a vedere dal minuto 38 circa vi fa vedere l'esempio di come viene valorizzato la piscina mirabilis, cioe senza cartelli e gestita da una custode rozza, zoppa che ti da le chiavi e ti dice di andare da solo, un opera che si trova nel sottosuolo, che veniva usata dai romani per rifornire d'acqua la flotta del Miseno. Ma mica finisce qui dopo questo ti dice come una citta Montepellier, sfrutta il suo patrimonio archeologico sicuramente inferiore a quello che ha Pozzuoli e sue zone limitrofe o in atre parti d'Italia, ma li fanno affari d'oro e sopratutto rispettano e valorizzano il loro patrimonio archeologico
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Inviato: Dom, 07 Mar 2010 1:52 am Oggetto:
Be' Caius nel mare nostrum di lassisimo e colpevole nequizia almeno un'attenuante l'abbiamo: per i francesi è più facile valorizzare il loro patrimonio, visto che è notevolmente limitato rispetto al nostro. E voi in Campania con Pompei e tutto il resto ne sapete qualcosa: non è facile con le scarse risorse tenere tutto sotto controllo (non ci credo veramente, lo dico solo per cercare di consolarmi eh?).
a proposito di Pompei, questa notizia che vi do è solo una parentesi al topoc che ho aperto per non aprirne un'altro, lo da il mattino è dice che per due orer Pompei è rimasta senza custodi, chiunque poteva fare qualsiasi cosa, vi do il sito.
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=93658&sez=NAPOLI
Per quanto riguarda la Francia loro si che hanno meno beni archeologici da mantenere, pero anche vero che loro li finanziano con molti più soldi rispetto a noi perchè hanno capito che possono essere una fonte di guadagno per questo la trasmissione è stata intitolata oro buttato.
se tu ti vedi la trasmissione per intero vedrai come lo Stato italiano butta i soldi in modo scellerato, affidando la gestione dei soldi pubblici ad una societa e quati milioni di euro vengano buttati
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Inviato: Dom, 07 Mar 2010 8:41 pm Oggetto:
TerentilioArsa ha scritto:
con Pompei e tutto il resto ne sapete qualcosa: non è facile con le scarse risorse tenere tutto sotto controllo
mi sa che queste risorse non sono poi così scarse, io penso che a Pompei ed Ercolano entrino qualche migliaio di persone al giorno le quali pagano ognuna (se non ricordo male) 8 euro. Cioè un inacsso di circa 20.000 euro al giorno, più i contributi statali ecc.
Ma quanto dovrà mai costare tenere in ordine un sito come Pompei?
Ma se anche tali fondi non fossero sufficienti, uno stato civile non potrebbe dedicare un singolo milioncino all' anno per una cosa unica la mondo?
Chissà perchè ma ho l' impressione che il problema non sia la mancanza di fondi, ma la mancanza di cervello.
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Inviato: Dom, 07 Mar 2010 9:41 pm Oggetto:
La soprintendenza di Pompei (unico caso in Italia di soprintendenza per un singolo sito) è la più ricca d'Italia e può contare oggi in circa 20 milioni di euro annui di soli biglietti e conta a inizio 2010 più di 40mil di accantonamenti pronti da spendere.
però c'è chi dice servano più o meno 2 miliardi!
quasi tutto l'ultimo numero di Archeo è dedicato alla situazione di Pompei. Vi consiglio di leggerlo e vi farete un'idea completa al di là dei sensazionalismi giornalistici e dei discorsi politici. _________________ Luca - www.cisalpina.net
chi è stato intervistato nel programma (vedilo è uno dei programmi seri, uno dei pochi insieme a report), intervistato Guzzo che per 15 anni è stato sovrintendente di Pompei, adesso in pensione, diceva che ci voleva circa 275 milioni per ristrutturarlo e il doppio dei guardiani, perche non ce ne sono abastanza per aprire tutte le case, inoltre la manutenzione lo si faceva all'interno lo faceva lo stato, ora non ci pensa più e per fare la manutenzione ci vuole una ditta esterna e mentre non interviene a volte capita che il problema si è aggravata
Consiglio di vederrlo il servizio ma non solo per Pompei, (circa dopo 13 minuti, se lo vuoi vedere) ma per altri argomenti che parla, prima di giudicare vedilo il servizio non tutti sono fatti in modo superficiale.
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Inviato: Lun, 08 Mar 2010 11:12 am Oggetto:
in effetti ho cominciato solo ora a guardarlo. E mi pare che il solito giornalismo che "dico-solo-quello-che-mi-interessa-per-dimostrare-la-mia-tesi" sia presente.
Guarda caso si parte proprio con Saepinum che è una realtà che ho ben presente e sulla quale sono andato proprio io ad intervistare un po' di persone sul posto.
Sulla questione posso dire: 1. che la soprintendente potrebbe tranquillamente mettere una biglietteria e qualche cancello. Le persone vorrebbero pagare per cotanta bellezza e basterebbe farglielo fare.
2) ci sono enormi frizioni con i pastori che hanno il permesso di pascolare sui terreno che in realtà sono di loro proprietà e che lo stato cerca di pignorare dandogli una miseria. Ho parlato con due di loro di due diverse famiglie: secondo me basterebbe responsabilizzarli, anche perchè loro conoscono il terreno molto meglio degli archeologi e mi hanno indicato siti che gli archeologi non hanno ancora scoperto...
3) in realtà un pastore "furbo" ha messo a disposizione un terreno per fare i parcheggi (http://www.romanhideout.com/places/saepinum.asp) e chiede qualche euro per parcheggio e "ingresso" perchè di fatto si transita su un terreno suo! Basterebbe istituzionalizzare questa cosa cone la felicità di pastori e soprintendenza e gli interessi di tutti verrebbero tutelati. Invece si cerca lo scontro.
4) non è vero che non ci sono indicazioni, anzi! Tutto il molise indica Saepinum come meta da raggiungere anche se certamente si può migliorare. Non parliamo poi di riviste e giornali di turismo che continuano a spendere pagine di servizi su Pietrabbondante e Saepinum come le meraviglie del Molise (e lo sono davvero)
Peccato che al giornalista importi solamente mostrare che lo stato non da soldi...... una cosa parecchio parziale!
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Inviato: Lun, 08 Mar 2010 11:36 am Oggetto:
Adesso ho iniziato Pompei e devo dire che la primissima rabbia che provo è per il solito andazzo che "è qualcun altro che deve provvedere". Ma sti cacchio di soprintendenti che prendano loro uno straccio e un vetril e diano una pulita alla polvere di quelle teche!!! 50 anni di polvere, vorrei vedere se a casa loro guardano la polvere sui loro mobili o se la tolgono. Se vogliono vado là io a pulire!!
che vergogna! _________________ Luca - www.cisalpina.net
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Inviato: Lun, 08 Mar 2010 11:39 am Oggetto:
Caro Caius Mimmus, la nota positiva del tuo topic è vedere che anche tu - come me, Terentilio, Luca pretoriano ed altri - ti indigni e ti incavoli quando assisti a programmi che censurano la gestione del patrimonio archeologico in molte delle nostre Regioni.
Il fatto è che siamo in pochissimi ad indignarci ed ancora meno a proporre rimedi o soluzioni concrete; l'argomento è stato trattato più volte sul sito e le conclusioni cui si giunge sono quasi sempre le medesime : vergogna da un lato; presa d'atto della inconsistenza dei fondi destinati, dall'altro lato.
Non credere che all'estero siano tutti rose e fiori : ricordo nel 2004 ad Italica, in Andalusia, cartelli indicatori del teatro romano, il cui ingresso era però sbarrato da assi provvisorie con la scritta di lavori in corso in un cantiere deserto; la Gliptoteca di Monaco di Baviera, che chiude alle 13, al cui ingresso un illeggibile artello a mano avvisava che il 31/12 la chiusura era anticipata alle 11.30, con i custodi che gridavano ai visitatori allibiti "Geschosslen !" e "Raus!", come in un film di guerra di serie B, accompagnandoli alla porta.
Oppure gli orari degli scavi francesi che (parliamo di diversi anni fa, per cui le cose potrebbero essere cambiate) non facevano orario continuato, ma chiudevano alle 13 per riaprire alle 14.30.
E via di seguito.
La nostra tragedia rispetto ai Paesi confinanti è appunto la vastità del nostro patrimonio archeologico, tale per cui scavi a cielo aperto in una qualsiasi città valgono poco più di zero, quando in quella stessa città sono custoditi reperti di valore inestimabile, che necessitano di attenzione e di manutenzione superiore a quella che si potrebbe riservare ai resti di un impianto termale conservato nei resti di un garage (giusto per fare un esempio).
Pompei è un caso eclatante (tra l'altro leggerò lo speciale di Archeo), perchè si tratta di una città antica cosnervata quasi integralmente; il fatto che la Soprintendenza abbia uno stanziamento di circa 20 milioni di euro all'anno non significa nulla, perchè è una cifra irrisoria rispetto agl interventi di manutenzione che si dovrebbero svolgere ciascun anno per le abitazioni e per tutto l'insieme dei resti della città antica.
Ricordo di avere letto che agli inizi degli anni '60 le domus visitabili erano circa 130, mentre nel 2000 si erano ridotte a poco più di 40/50 (vado a memoria, i numeri potrebbero essere diversi ma era la proporzione ad impressionarmi).
Anche guadagnando 20 mila euro al giorno di incasso non si può svolgere un lavoro decente di restauro, perchè la cifra - tra tasse, diritti, ripartizione amministrativa - diventa irrisoria e copre a malapena i costi fissi di personale, impianti, previdenza, costi ordinari, sorveglianza, assicurazione ecc. ecc.
La vergogna (o la tragedia) del caso Pompei è che attesa la situazione unica al mondo (che peraltro si verifica anche ad Ercolano, in misura per certi versi ancora più affascinante, perchè la città antica esiste ancora tutta ed è conservata sotto quella moderna, che un progetto avrebbe addirittura pensato di spostare ... ) il sito dovrebbe godere di stanziamenti pari ad un Ministero di prim'ordine, o analogo a quello di una società di rilevante interesse nazionale; non solo quindi 20 milioni, ma decine e decine e decine di milioni di euro, da gestire in maniera oculata ed onesta, da destinare in misura proporzionale ai restauri periodici, continuati ed inesauribili di decine e decine di domus, terme, foro, termopolia, mosaici, mura, necropoli, strade e così di seguito.
Inutile illuderci, ciò non si avvererà mai, per il semplice fatto che allo stato nessun politico vede Pompei per ciò che potrebbe essere (ovvero una meraviglia del mondo in grado di attirare milioni di turisti ogni anno), ma solo come una scocciatura da tollerare.
E questo perchè il sito non garantisce una clientela molto estesa e quindi non fa balenare utili o ricavi elevati : solo accrescendo il personale, gli appalti, le forniture, in poche parole l'indotto, il sito tornerebbe a vivere, perchè i gestori della cosa pubblica lo vedrebbero come un inesauribile bacino di voti e di favori, nonchè di denaro pubblico da adoperare, spesso per fini illeciti.
Solo che in Italia lo stanziamento per i beni culturali è miserrimo, e quindi torniamo al punto di prima, vale a dire ad un cerchio infinito del quale non si potrà mai raggiungere la quadratura.
Non ti dico qual è, a mio avviso, la soluzione, perchè non vorrei essere accusato di vaneggiare; rimane solo quindi da rimanere sconfortati a fronte di tale incuria e di reagire con piccole scosse di dignità nel vedere che sono parecchi coloro, come te o come Terentilio, che si infuriano nello scoprire la miserevole realtà dei fatti.
Vale. _________________ Alme Sol, nihil Urbe Roma maius videri possis !
Registrato: Oct 11, 2004 Messaggi: 562 Località: Mediolanum
Inviato: Lun, 08 Mar 2010 12:16 pm Oggetto:
ho terminato di vedere e confermo la mia impressione di un servizio parziale.
Su archeo troverete invece la cronistoria con tutti i provvedimenti legislativi che hanno interessato la gestione. Non si può dire che il legislatore sia stato a guardare, ma troppo spesso l'accavallarsi delle leggi ha di fatto reso impossibile l'esecuzione di opere e la spesa. I 40 milioni che Pompei HA in cassa NON li può spendere per alcuni vincoli che vi invito a leggere.
Di cose se ne possono fare tante ma mi pare che troppo spesso i soprintendenti si arrestino di fronte a agli ostacoli limitandosi a denunciare un fatto per poi stare lì a guardare il degrado mentre avviene.
Cari soprintendenti, invece di limitarvi ad accompagnare le telecamere di raitre, portatevi dietro uno straccio e un vetril, così mentre girate fate anche qualche pulizia....
E quante cose si potrebbero fare a costo zero.....
Fate andare la fantasia e cojnvolgete il personale che comunque avete, gasatelo e motivatelo. Perchè con l'attuale Ministro dei Beni Culturali non andrete da nessuna parte. _________________ Luca - www.cisalpina.net
Registrato: Apr 05, 2007 Messaggi: 393 Località: Roma
Inviato: Lun, 08 Mar 2010 3:05 pm Oggetto:
LucaBonacina ha scritto:
Perchè con l'attuale Ministro dei Beni Culturali non andrete da nessuna parte.
mai trovato così d'accordo come con questa realtà!! Dal mio distorto punto di vista non si va da nessuna parte nè con questo ministero nè con un altro, ma nemmeno con una regione o l'ultimo dei Comuni italiani.
Andiamo fuori tema, ma io credo che in Italia non abbiamo un briciolo di senso della cosa comune, quindi o c'è l' interesse privato o tutto va alla malora.
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