Registrato: Aug 21, 2005 Messaggi: 562 Località: Ravenna
Inviato: Dom, 17 Gen 2010 5:54 pm Oggetto:
Maggioriano ha scritto:
Adesso passiamo a Mazzarino e Salviano di marsiglia. E poi attacchiamo Marcellino
Vale
p.s. Vorrei leggere Prisco, ma qui a Trieste non lo trovo.....
Occhio che Salviano può essere ben più pesante di Zosimo, tendenzialmente è un barbosissimo moralista!
Prisco lo trovi in quella raccolta che ti ho segnalato e in effetti non è presente nelle biblioteche di Trieste. O ti sposti o lo compri online... _________________ Don't call my name
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Inviato: Gio, 28 Gen 2010 9:43 am Oggetto: Santo Mazzarino
finito o quasi Santo Mazzarino....detto da un profano che si occupa di diritto, un pò noioso. O meglio, leggevo un qualcosa di già letto, probabilmente le sue idee sono state riprese da altri autori dopo di lui e quindi avrei dovuto leggerlo prima degli altri moderni (es: Barbero, Heather, etc..) e non "in coda" come si dice. Per dire il libro di Heater mi è piaciuto molto di più, anche se gli spunti sugli autori cristiani sono veramente notevoli.
Come "digressio" mi dedicherò a "Figure Bizantine" di Diehl e poi a B. Ward-Perkins.La caduta di Roma e la fine della civiltà.
Qualcuno lo conosce? _________________ Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza.
Inferno canto XXVI
il saggio di Ward - Perkins descrive ed analizza i pesanti effetti economici e sociali causati dalle invasioni barbariche nell'Impero d'Occidente
L'autore arriva a stimare la caduta del Pil britannico a livelli preistorici, attraverso un'analisi quantitativa e qualitativa delle anfore rinvenute nell'isola degli Ierni e degli Albioni.
La stessa lettura economica permette di dimostrare quali fossero le aree più fiorenti dell'Impero in epoca immediatamente precedente e successivamente alla penetrazione violenta dei barbari nei confini romani.
Un libro da leggere, un importante tassello nel mosaico della saggistica relativa al tardo impero.
P.S. Vietato agli amanti dell'ipotesi per cui ci fu una sostanziale continuità tra il V secolo ed i secoli seguenti. Nulla di più lontano dalle intenzioni dell'autore.
Registrato: May 06, 2009 Messaggi: 82 Località: Tergeste
Inviato: Gio, 28 Gen 2010 12:03 pm Oggetto:
ottimo, è proprio quello che cerco....un approfondimento del tardo impero, che spazi dalla politica all'economia e che, come ha fatto Heater, ponga in una giusta luce le occasioni mancate di rinascita dell'impero di occidente (in oriente le occasioni furono sfruttate meglio) _________________ Considerate la vostra semenza
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Inviato: Gio, 28 Gen 2010 12:31 pm Oggetto:
ScipioAfricanus ha scritto:
Caro Maggioriano,
il saggio di Ward - Perkins descrive ed analizza i pesanti effetti economici e sociali causati dalle invasioni barbariche nell'Impero d'Occidente
L'autore arriva a stimare la caduta del Pil britannico a livelli preistorici, attraverso un'analisi quantitativa e qualitativa delle anfore rinvenute nell'isola degli Ierni e degli Albioni.
La stessa lettura economica permette di dimostrare quali fossero le aree più fiorenti dell'Impero in epoca immediatamente precedente e successivamente alla penetrazione violenta dei barbari nei confini romani.
Un libro da leggere, un importante tassello nel mosaico della saggistica relativa al tardo impero.
P.S. Vietato agli amanti dell'ipotesi per cui ci fu una sostanziale continuità tra il V secolo ed i secoli seguenti. Nulla di più lontano dalle intenzioni dell'autore.
Però è troppo breve e semplicistico. I fautori della continuità dicono che le città dell'Africa romana erano ricche e splendide quando arrivarono i vandali e tali bene o male rimasero, lui invece dice che i britanni erano tornati alla preistoria. I dati quantitativi non sono approfonditi. Inoltre l'analisi riflette più l'alto medioevo che il mondo tardo romano: la Britannia preistorica infatti divenne tale dopo l'insediamento dei sassoni e il ritiro dei romani. _________________ Don't call my name
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Però è troppo breve e semplicistico. I fautori della continuità dicono che le città dell'Africa romana erano ricche e splendide quando arrivarono i vandali e tali bene o male rimasero, lui invece dice che i britanni erano tornati alla preistoria. I dati quantitativi non sono approfonditi. Inoltre l'analisi riflette più l'alto medioevo che il mondo tardo romano: la Britannia preistorica infatti divenne tale dopo l'insediamento dei sassoni e il ritiro dei romani.
Ave Galla-Placidia, sarebbe interessante aprire un topic su questo argomento ,se non e' gia' stato trattato....
Registrato: Aug 21, 2005 Messaggi: 562 Località: Ravenna
Inviato: Gio, 28 Gen 2010 2:45 pm Oggetto:
ScipioAfricanus ha scritto:
Citazione:
la Britannia preistorica infatti divenne tale dopo l'insediamento dei sassoni e il ritiro dei romani.
Proprio ciò che il libro si propone di dimostrare.
Tornerò sull'argomento perchè merita un ulteriore approfondimento!
[/quote]
Il libro piacerà a chi guarda al medioevo come ai secoli bui dell'ignoranza ma non è possibile dire che il medioevo sia stato questo, in primo luogo perché Dante avrebbe molto da ridire e in secondo luogo perché, anche a concentrarsi solo sull'alto medioevo, non si può prendere la Gran Bretagna come pietra di paragone di tutta l'Europa e del bacino Mediterraneo. _________________ Don't call my name
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In effetti l'autore più che il tardo antico, prende in esame la situazione post romana di gran parte delle Provincie soggette all'ex Impero Occidentale.
Viste poi le sue origini, gran parte dello spazio è dato proprio alla situazione britannica sulla quale, peraltro, credo non ci sia nulla da aggiungere.
Per quanto riguarda il resto delle Provincie, è l'autore stesso a fare dei distinguo specificando che la crisi dopo la fine dell'Impero venne accusata in misura inferiore in zone mediamente ricche come l'Italia, parte delle Gallie e le Provincie africane che mantennero un certo benessere anche dopo il 476 d.C.
Ovviamente le invasioni vennero ad incidere moltissimo anche sulla situazione economica in generale (pensiamo alla guerra greco-gotica ed alla successiva invasione longobarda) per cui è impossibile avere dei dati certi e neutrali senza tenerne conto.
Sul Medioevo in generale, anch'io ho sempre sostenuto che non si può generalizzare un periodo lungo 1.000 anni!
Che ci siano stati nei primi tre-quattro secoli dopo il 476 d.C. momenti di grave crisi e di recessione, è indubbio. Sarebbe da sciocchi negarlo.
Che però si consideri un periodo di crisi anche quello dei secoli successivi, è invece un'assurdità.
Non credo che Dante, Petrarca, Giotto, Tommaso d'Aquino ecc. fossero dei barbari qualsiasi! E pure se vediamo le cattedrali gotiche e romaniche (ancora in piedi!) non pensiamo certo a costruzioni nate in un periodo di crisi, quanto il frutto di una raffinatissima ed evolutissima civiltà. _________________ Gaudeamus igitur
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Inviato: Gio, 28 Gen 2010 9:40 pm Oggetto:
In effetti quello che interessa all'autore non è tornare ad un topos vecchio di centinaia d'anni e che, proprio per la sua vecchiezza, è un luogo comune tra gente. Quanto inserirsi in un dibattito molto più recente: ovvero la cesura o la non cesura tra il periodo "classico" e il successivo. Un bel saggio sull'argomento è anche quello di Carandini "L'ultima civiltà sepolta" ad aprire il tomo della Storia di Roma Einaudi dedicato all'impero tardo antico. In quel caso però l'autore crede che lo stesso periodo tardoromano fosse un periodo di recessione: secondo me non riesce a dimostrarlo perché le cesure che cita sono soprattutto successive all'epoca romana e arrivano addirittura al VII secolo. Il libro di Ward Perkins invece lascia da parte l'epoca romana per focalizzarsi proprio sul momento di passaggio da un periodo all'altro, ovviamente non precisamente puntualizzato (niente 476 ma epoca che va dal V al VII secolo), in cui lungi dall'esserci la continuità asserita da molti negli ultimi 20-30 anni, ci sarebbe invece una forte cesura. _________________ Don't call my name
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Il saggio di Ward - Perkins afferma con forza che le invasioni barbariche e le devastazioni che ne seguirono furono un duro colpo per l'economia dell'impero nella sua totalità; possiamo dubitarne? Credo proprio di no!
I vantaggi economici derivanti da un mercato unico, da una monetazione garantita da un Impero, da vie di comunicazione marittime e terrestri sicure, dalla presenza di grandi città, seppur già in decadenza, come afferma il Carandini nel saggio da Galla Placidia citato, rappresentano i fondamentali per un'economia di mercato.
La domanda di vasellame, anfore, olio, vino e grano, assicurati dalla popolazione cittadina dell'impero, era basilare per lo stimolo di un'adeguata offerta.
L'arrivo dei Vandali in Africa, mostra come l'allora zona più ricca del mondo occidentale, vide crollare le proprie esportazioni proprio a causa del declino della domanda di beni correlata al venire meno dell' unità politica dell'impero.
Le conseguenze sono ben illustrate dallo stesso Carandini nel saggio succitato.
Lasciamo stare gli anni dopo il Mille. E' prima, molto prima che la luce viene spenta e l'Occidente regredisce.
Si dovrà aspettare la nuova dinamica tra campagna e città, ovvero il surplus produttivo in agricoltura, concomitante con l' incremento demografico e la rinascita degli spazi urbani, per veder risorgere la centralità dell'Europa Occidentale nello sviluppo della civiltà.
Registrato: Jun 28, 2009 Messaggi: 6 Località: florentia
Inviato: Dom, 31 Gen 2010 8:33 pm Oggetto:
Non si tratta proprio di libri e non sono film d'azione ma ci sono molte analisi e ognuno può farne l'uso che vuole.
Parlo dei video in rete sul Mediacenter dell'Università di Siena del seminario sul V° secolo.
Sono negato sul telematico e posso dare solo queste indicazioni
unisi.it mediacenter archeologia madievale
saluti Sergio
Parlo dei video in rete sul Mediacenter dell'Università di Siena del seminario sul V° secolo.
Sono negato sul telematico e posso dare solo queste indicazioni
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Registrato: May 06, 2009 Messaggi: 82 Località: Tergeste
Inviato: Mar, 09 Feb 2010 1:30 pm Oggetto:
ho trovato una serie di libri su roma e/o tardo impero e volevo la vs opinione:
Le *invasioni barbariche : le ondate germaniche / Lucien Musset
L' Europa dei barbari. Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana
Autore Modzelewski Karol
Romani e barbari. Le lettere latine alle origini dell'Europa (secoli V-VIII)
Autore Simonetti Manlio
Storia di Roma
Autore Ziólkowski Adam
L' Europa dopo Roma. Una nuova storia culturale (500-1000)
Autore Smith Julia M. H.
la domanda è, visto che mi sono perso in tutti questi libri, e le mie letture hanno un imprinting più politico e meno socio/religioso, che consigliate?Cosa elimino? _________________ Considerate la vostra semenza
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