Inviato: Sab, 30 Gen 2010 1:46 pm Oggetto: Attila e la caduta di Roma
Dal Venerdì di Repubblica, segnalo un nuovo libro, "Attila e la caduta di Roma", di Christopher Kelly, ed. Bruno Mondadori, euro 26, con una buona recensione di Corrado Augias.
Valete
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Inviato: Dom, 11 Lug 2010 6:16 pm Oggetto:
Qualcuno l'ha letto?
Io, per ora, ne ho lette una quarantina di pagine e a dire il vero qualche passaggio mi ha lasciato un po' perplesso. Qualche opinione?
Grazie. _________________ quamquam differre meatus possent, sed celerant in te consumere nomen.
Io l'avevo adocchiato ma poi non l'avevo preso, mi fa piacere che l'abbiano tradotto in italiano. Il libro di Kelly sull'amministrazione tardoantica era ben fatto ma su questo non mi pronuncio perché ovviamente non l'ho letto _________________ Don't call my name
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Inviato: Dom, 11 Lug 2010 11:27 pm Oggetto:
Galla_Placidia ha scritto:
Il libro di Kelly sull'amministrazione tardoantica era ben fatto
grazie, ecco, questa era un'altra cosa che volevo chiedere e a cui tu hai già risposto. L'inizio di quello su Attila presenta un po' troppi luoghi comuni sul modo in cui i barbari erano visti dai Romani, sul significato di Adrianopoli etc etc, insomma, secondo me se lo leggesse Barbero avrebbe qualcosa da ridire. Tuttavia, se l'altro libro è ben fatto, vale la pena di indagare oltre anche questo. _________________ quamquam differre meatus possent, sed celerant in te consumere nomen.
Io la sto leggendo al volo, sperando non me lo stronchi onde non dover mettermi a lavorare per difenderlo
Cmq questo pezzo
Citazione:
That early imperial government was passive and reactive does not mean that the empire was systematically under-administered
Per me è sbagliato perché il fatto che il primo impero sembri rispondere alle sollecitazioni della periferia invece che agire verso la periferia come ai tempi di Costantino dipende molto probabilmente dallo stato delle fonti più che da un'effettiva prassi di governo. Per il mondo tardoantico si sono salvati i codici, per il primo impero invece la quasi totalità delle fonti giuridiche dipende dai rescritti imperiali immortalati sulle epigrafi municipali. Se dovessimo credere che gli imperatori si limitavano a elargire privilegi o mediare tra comuni dovremmo pensare anche che accoglievano sempre le rischieste della periferia: curiosamente non esistono epigrafi in cui l'imperatore nega qualcosa, chissà come mai
Il libro di Barbero su Adrianopoli come ti sembra? Io l'ho visto in libreria ma non l'ho preso perché sono 4 pagine in croce, scrittura grossa, copertina accattivante: mi sembrava una commercialata ad uso degli spettatori del Gladiatore. Però Barbari meritava. [/quote] _________________ Don't call my name
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Io la sto leggendo al volo, sperando non me lo stronchi onde non dover mettermi a lavorare per difenderlo
Cmq questo pezzo
Citazione:
That early imperial government was passive and reactive does not mean that the empire was systematically under-administered
Per me è sbagliato perché il fatto che il primo impero sembri rispondere alle sollecitazioni della periferia invece che agire verso la periferia come ai tempi di Costantino dipende molto probabilmente dallo stato delle fonti più che da un'effettiva prassi di governo. Per il mondo tardoantico si sono salvati i codici, per il primo impero invece la quasi totalità delle fonti giuridiche dipende dai rescritti imperiali immortalati sulle epigrafi municipali. Se dovessimo credere che gli imperatori si limitavano a elargire privilegi o mediare tra comuni dovremmo pensare anche che accoglievano sempre le rischieste della periferia: curiosamente non esistono epigrafi in cui l'imperatore nega qualcosa, chissà come mai
Il libro di Barbero su Adrianopoli come ti sembra? Io l'ho visto in libreria ma non l'ho preso perché sono 4 pagine in croce, scrittura grossa, copertina accattivante: mi sembrava una commercialata ad uso degli spettatori del Gladiatore. Però Barbari meritava.
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ora mi leggo la recensione anch'io. Intanto, per quanto riguarda il libro di Barbero (quello su Adrianopoli), direi che senz'altro ha scopi radicalmente diversi da "barbari" ed è molto più divulgativo; se il lettore è interessato alla ricostruzione della battaglia è comunque ben fatto, ma "Barbari" naturalmente offre tutt'altra profondità.
Edit: ho letto la recensione; ecco, quello che mi pare di riscontrare nel libro su Attila è la prima delle tre questioni che Kulikowski solleva nella recensione, ovvero l'approccio cronologico di Kelly. Ho la stessa impressione che lui conosca perfettamente e approfondisca di conseguenza il periodo di sua stretta competenza, ma che perda qualche colpo nella ricostruzione di come a quel periodo ci si è arrivati, fase che affronta con traslazioni un po' troppo "rigide" di concetti più tardi. _________________ quamquam differre meatus possent, sed celerant in te consumere nomen.
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