Il passo di Manfredi è il seguente; ho omesso la parte finale perché è riferita alla tomba di Alessandro e dunque non è inerente al discorso:
"L'imperatore [Settimio Severo], così sensibile alle memorie del passato da volere con sé nella spedizione contro i parti, eredi dei persiani, gli ultimi discendenti degli Uguali di Sparta (sia pure come mossa propagandistica), [...]"
Grazie.
Purtroppo non ho trovato, tra le fonti, nessun riferimento specifico a Spartani coinvolti nella "Guerra Partica" dell'imperatore.
A meno che non si voglia interpretare come un battaglione di "Greci" i soldati con elmo "frigio/macedone" che scortano Settimio Severo sull'arco omonimo, nel foro di Roma ( ... ) :
Purtroppo non ho trovato, tra le fonti, nessun riferimento specifico a Spartani coinvolti nella "Guerra Partica" dell'imperatore.
A meno che non si voglia interpretare come un battaglione di "Greci" i soldati con elmo "frigio/macedone" che scortano Settimio Severo sull'arco omonimo, nel foro di Roma ( ... ) :
Ave,
Settimio Severo impiego' nelle guerre partiche anche la Legio I Italica;come gia' detto in precedenza, questa legione fu costituita da Nerone ed e' l'unica che si fregia del titolo di "Falange di Alessandro".Altre indicazioni non ne ho trovate
Vale
Settimio Severo impiego' nelle guerre partiche anche la Legio I Italica ... questa legione fu costituita da Nerone ed e' l'unica che si fregia del titolo di "Falange di Alessandro"...
caro EZIO
nonostante che la Legio I Italica ( come giustamente tu sottolinei ) sia stata impiegata in Oriente, dubito che Settimio Severo si sia fatto ritrarre, sull'arco trionfale che celebra la "Vittoria Partica", insieme ad improbabili quanto anacronistici "Falangiari Neroniani" ... !
O, tantomeno, insieme a sconosciuti discendenti degli "Uguali" di Sparta ... !
L'ipotesi più accreditata suggerisce che quei soldati con elmo "frigio" siano legionari della II Parthica, oppure le "bodyguards" danubiane dell'imperatore.
khairete
Tigranes _________________ " ...un'arma elegante, per tempi più civilizzati..."
Obiwan Kenobi
Ave tigranes,
Sicuramente Settimio Severo non si e' fatto ritrarre con la I LEGIO ITALICA sull'arco di trionfo,ma il punto era capire se combatte' con truppe che avessero un legame, pur velato,con il mondo alessandrino: si intende sicuramente piu' di facciata che di sostanza.........e tra quelle menzionate l'unica ad avere qualche attinenza sembra essere proprio l'"Italica".(a mio modesto parere)
Per tornare alla II legio partica, potrebbe essere effetivamente la legione ritratta sull'arco, anche perche' fu la prima legione stanziata in Italia con lo scopo di fornire una riserva strategica per la difesa dei confini e allo stesso tempo divenire uno strumento per Severo, contro eventuali usurpatori.
VALE
Registrato: Nov 24, 2006 Messaggi: 973 Località: Mediolanum
Inviato: Lun, 01 Mar 2010 1:28 pm Oggetto:
Leggendo ieri sera un articolo di Damiana Baldassarre sull'ultimo numero della rivista Epigraphica, che trattava delle elitès locali in Messenia nel II e III secolo d.C. (che allegria ), mi è sorta un'idea circa la notizia di Cassio Dione sull'arruolamento da parte di Caracalla di Spartani ed Elleni per la spedizione partica del 214 d. C..
Cassio Dione detesta Caracalla e fornisce una descrizione talmente ostile degli eventi occorsi durante il suo regno, da non risultare credibile se non a prezzo di lunghe ed approfondite interpretazioni; tutte le notizie su questo imperatore sono quindi da prendere con le pinze, in quanto frutto di marcato ed esplicito risentimento.
La notizia dell'arruolamento di giovani Elleni equipaggiati come gli antichi Spartani viene fornita per raforzare l'idea di un sovrano eccentrico e stravagante, le cui azioni non trovano base logica : in effetti che senso avrebbe, nel III secolo, equipaggiare soldati come antichi opliti di seicento anni prima ?
In realtà, e lo spunto proviene dall'articolo di cui parlavo prima, nel II ed agli inizi del III secolo d.C. l'autonomia delle città greche si accresce e con essa il grado di romanizzazione delle elitès locali : si hanno notizia di strateghi, di milizie cittadine, di città autorizzate a battere moneta, specie con Settimio Severo e così via.
Mi sembra quindi plausibile che il gesto di Caracalla abbia una forte valenza simbolica : posto che egli riteneva che la sua spedizione avrebbe dovuto mettere la parola "fine" al Regnum Parthorum, che egli intendeva annettere, o comunque legare in maniera clientelare e definitiva all'Impero Romano (meritano attenta lettura le parole che egli scrive nella lettera ad Artabano, riportata integralmente da Cassio Dione), tenuto altresì conto che egli fu uno dei sovrani romani maggiormente legati alla figura di Alessandro Magno, il gesto di arruolare giovani elleni, magari anche spartani, da inquadrare come antichi opliti, si deve valutare alla luce del messaggio ideologico della (eterna) guerra tra l'Occidente e l'Oriente, impersonato il primo da Roma (ed ancora prima dalla Grecia/Macedonia) ed il secondo dai Persiani/Parthi.
L'arruolamento di giovani Spartani doveva rimandare alle gloriose unità di Leonida e degli Elleni tutti, posto che sotto un profilo meramente militare l'Imperatore non aveva certo bisogno di accrescere la forza e l'esperienza delle legioni con reparti di opliti.
L'efficacia simbolica del gesto acquista invece una carica fortissima : Caracalla, novello Alessandro Magno, parte alla volta dell'Oriente portando con sè anche dei discendenti (o presunti tali) degli antichi Spartani, per rimarcare il legame indissolubile tra l'eredità ellenistica e l'impero romano, continuatore e difensore della prima.
Teniamo anche presente che con la concessione della cittadinanza romana ai cittadini liberi anche delle città libere dell'Acaia, l'Imperatore avrà avuto maggiore possibilità di reclutare cittadini greci, magari più stimolati ad entrare nell'esercito.
In effetti, nelle città della Messenia - confinante con Sparta - dopo la Constitutio Antoniniana aumentano i nomi di cittadini con il gentilizio "Aurelius", segno della recente cittandinanza acquisita dopo lo storico editto.
Quindi un gesto nient'affatto irrazionale o stravagante, quanto una precisa scelta ideologica, a supporto della politica ecumenica condotta dal figlio di Settimio Severo assieme ai giuristi Prefetti del Pretorio Ulpiano e Paolo, rafforzata dal prestigio di avvalersi di unità militari di Elleni con il nome altisonante di "Spartani".
E' ovviamente una mia congettura, quindi da prendere con tutti i benefici del dubbio; trovo interessante al riguardo osservare che l'Historia Augusta, scritta nel V secolo o alla fine del IV, abbia ripreso la notizia di Dione Cassio, attribuendola (ed ingigantendola, quindi senza più alcuna verosimiglianza storica, poichè era impensabile arruolare nuovi trentamila soldati) ad Alessandro Severo, figura che per l'Historia Augusta presenta una valenza così positiva da essere irrealistica, cogliendo nel frattempo il vero significato ideologico della notizia.
Valete. _________________ Alme Sol, nihil Urbe Roma maius videri possis !
Registrato: Nov 24, 2006 Messaggi: 973 Località: Mediolanum
Inviato: Mar, 02 Mar 2010 9:19 am Oggetto:
Una precisazione : Ulpiano e Paolo sono sì Prefetti del Pretorio nell'età dei Severi, ma non durante il regno di Caracalla.
Perdonate la sciocchezza.
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